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Loreto, il Santuario della Santa Casa, piazza della Madonna

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Provincia di Ancona - Loreto

Piazza della Madonna Loreto

La piazza della Madonna si apre dinanzi alla Basilica lauretana, di cui è parte integrante, e ne costituisce l'introduzione architettonica e ambientale.
Fu concepita per volere di Giulio II, nei primi anni del '500, dal Bramante, il cui progetto prevedeva, oltre che la facciata della chiesa, sino allora incompiuta, l'edificazione del palazzo Apostolico articolato su tre lati sì da formare un ambiente chiuso. Il progetto rimase incompiuto ma le due ali del palazzo realizzato testimoniano, con la solennità classica del doppio ordine di logge e i valori chiaroscurali e prospettici da esse creati, la genialità di una progettazione insieme urbanistica e architettonica. Di fronte al lato breve del palazzo, e dalla maestà di questo quasi umiliata, si leva, su una breve scalinata, preceduta dalla statua bronzea di Sisto V benedicente, la modesta facciata tardo-cinquecentesca della Basilica, affiancata dal fantasioso campanile di Luigi Vanvitelli, e dietro cui emerge l'elegante cupola del Sangallo.
Il centro della piazza, a cui convergono le liste bianche che decorano la pavimentazione, è occupato dall'elegante fontana di Carlo Maderno e Giovanni Fontana.

Monumento a Papa Sisto VI lati nord ed est sono chiusi dal grandioso Palazzo Apostolico progettato da Giancristoforo Romano e costruito da Andrea Sansovino, Antonio da Sangallo e Giovanni Boccalini. Nel progetto originario avrebbe dovuto circondare completamente la piazza, ma per il mancato esproprio del lato destro attualmente occupato dall'edificio dell'ex Collegio Illirico, venne realizzato il solo lato di fronte alla Basilica, conforme al disegno primitivo, ad opera dello stesso Vanvitelli.

Sul lato sinistro del sagrato si scorge il Monumento a papa Sisto V, opera eseguita nel 1587 da Antonio Calcagni con la collaborazione di Tiburzio Vergelli. Fu eretta a spese della Provincia della Marca e di otto prelati piceni creati cardinali da Sisto V. Al centro della Piazza si eleva un'artistica fontana, opera di Carlo Maderno e dello zio Giovanni Fontana che la realizzarono tra il 1604 e il 1614. Ornano la fontana alcune sculture in bronzo, lavorate da Tarquinio e Pietro Paolo Jacometti nel 1622. Il Maderno e il Fontana, attraverso una galleria di quasi ciqnue chilometri, vi condussero acque scaturienti in territorio recanatese per soddisfare le esigenze, anche igieniche, dei pellegrini.

 

Il Santuario della Santa Casa

La Basilica di Loreto rappresenta uno dei più importanti monumenti gotico-rinascimentali d'Italia, dove vi lavorarono i più grandi architetti dell’epoca: Marino di Marco Cedrino, Baccio PontelliGiuliano da SangalloGiuliano da Maiano,Francesco di Giorgio MartiniBramanteAndrea SansovinoAntonio da Sangallo il Giovane.

Venne iniziata nel 1468 su probabile progetto del veneziano Marino di Marco Cedrino, in uno stile gotico ma già di un certo sapore rinascimentale. La realizzazione e continuazione spetta al grande architetto toscano Baccio Pontelli. La sua superba opera, eseguita a partire dal 1487-1488, è ben visibile nei semplici fianchi in cotto e negli imponenti volumi dei transetti-presbiterio circondati da innumerevoli cappelle. In Questa complessa parte "absidale", tutta giocata in un susseguirsi di innumerevoli absidi semicircolari, risulta più evidente la struttura a fortificazione, quasi fosse una "fuga" di torrioni di una rocca, volta a difendere il santo luogo dalle incursioni turche. Coronata in alto da un vero e propriocammino di ronda su beccatelli, è solo appena ingentilita dagli alti finestroni gotici in pietra bianca del Conero, opere di ripristino realizzati sotto la campagna di restauri del Sacconi. Costituisce un mirabile esempio di connubio fra l'esigenza pratica della difesa militare e il gusto estetico rinascimentale.

La Cupola
Di chiaro stile rinascimentale è la bellissima cupola che caratterizza il panorama lauretano, visibile in un vastissimo territorio che va dal mare alle valli collinari vicine. Il tamburo ottagonale è stato elevato, fino al cornicione, da Giuliano da Maiano, e compiuta nella calotta da Giuliano da Sangallo. Voltata in soli nove mesi, dal settembre 1499 "alle ore XV del 23 maggio" del 1500, come l’architetto annota nel suo diario. Era sabato e "io Giuliano di Francesco di Sangallo fiorentino, con grandissima solennità e devozione e precisione, murai l’ultima pietra". La cupola, dal diametro di ben 22 metri, all'epoca della sua costruzione era inferiore solo a quella bruneleschiana del Duomo di Firenze, a cui è palesemente ispirata.

Per la facciata venne chiesto il progetto al Bramante, ma eseguita solo molto tempo dopo, il disegno originale venne molto rielaborato in stile tardo-rinascimentale da Francesco Boccalini, che iniziò nel 1571 la parte inferiore fino al cornicione; fu da qui continuata da Giovan Battista Chioldi e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura per volere di Papa Sisto V, il cui nome è scritto nel cornicione superiore. Si presenta in pietra bianca d'Istria divisa, verticalmente, in tre parti da quattro
coppie di pilastri a suggerire le tre navate interne.

La Facciata
Vi si aprono tre magnifiche porte bronzee frutto della prestigiosa Scuola di scultura che fiorì a Recanati tra la fine del '500 e gli inizi del '600. Furono volute dal cardinale Antonio Maria Gallo, rettore del santuario fra 1587 e il 1620, per ilGiubileo dell'anno 1600. Rappresentano scene del Vecchio Testamento atte a guidare spiritualmente il pellegrino verso il mistero dell'Incarnazione, di cui Santa Casa ne è testimonianza. La porta centrale fu realizzata da Antonio di Girolamo Lombardo, con la collaborazione dei fratelli Pietro, Paolo e Giacomo. Iniziata nel 1590 fu portata a termine solo nel 1611. Al di sopra, in una nicchia, è posta la statua bronzea della "Madonna col Bambino", del 1583. La Porta destra, ritenuta la più bella, fu commissionata ad Antonio Calcagni nel 1590 che la ideò e in gran parte la modellò. Morto nel 1593 fu completata nell'anno 1600 dal nipote Tarquinio Jacometti e da Sebastiano Sebastiani, i quali rielaborando e integrarndo il progetto originale. La Porta sinistra fu commissionata nel 1590 a Tiburzio Vergelli che in collaborazione con Giovan Battista Vitali, la terminò nel 1596. È ritenuta un capolavoro di maestria tecnica, di armonia compositiva e di decorazione ornamentale. Precede la facciata una scalinata che ne determina il sagrato. Sui suoi gradini del lato sinistro è collocato il monumento a Papa Sisto V, co la statua bronzea benedicente dalla sedia gestatoria, opera del 1587-89 dovuta adAntonio Calcagni con la collaborazione di Tiburzio Vergelli. Venne realizzata a spese della Provincia della Marca e di otto prelati piceni creati cardinali da Sisto V.

Il campanile Vanvitelliano
Sul lato sinistro della Basilica svetta l'alto campanile di 75,60 m. Venne realizzato su disegno del grande architetto italiano di origini olandesi Luigi Vanvitelli, autore della nota Reggia di Caserta, tra il 1750 e il 1754. Ospita un carillon di nove campane che intonano le note delle "Litanie lauretane". Nella cella campanaria ottagonale è collocata la campana maggiore, denominata affettuosamente Loreta, fusa nel 1515 da Bernardino da Rimini, che con il suo diametro di 184 cm. e peso di 73 quintali risulta essere la più grande delle Marche ed una delle prime 10 d'Italia.


Interno Basilica di LoretoINTERNO: si presenta come una grande aula ancora goticizzante chiaramente concepita per accogliere l'enorme massa dei fedeli. È basata su una complessa pianta cruciforme, nata dalla sovrapposizione di una struttura longitudinale a una centralecroce greca. Il corpo principale è diviso in tre navate da 12 pilastri quadrati con colonnine agli angoli che reggono archi ogivali e quindi le volte a crociera costolonate. La planimetria è ricca di simbolismi; nel complesso si può definire una croce latina che riporta al Cristo, con i dodici pilastri riecheggianti gli Apostoli e le quattro Sagrestie che portano i nomi degli Evangelisti, poste ai quattro angoli creati dai bracci della croce. Al centro, il "cuore" della croce, si erge la cupola con al di sotto la preziosareliquia della Santa Casa e tutt'intorno le grandiose nove cappelle dei transetti e del presbiterio.

Nelle due navate laterali del corpo longitudinale vennero aperte dal Bramante, agli inizi del sec. XVI, una serie di Cappelle laterali, sei per lato. Nel corso dei secoli vennero abbellite e decorate con pale settecentesche in mosaico e con modesti dipinti del XX secolo. La più pregevole tra queste è la prima a sinistra detta Cappella del Battistero; con la volta dipinta dal PomarancioFonte battesimale in bronzo di Tiburzio Vergelli, lavorato tra il 1600 e il 1607.

La cupola copre lo spazio ove è incentrata tutta la basilica, ospitando il Sacello della Santa Casa. Tra il 1610 e il 1615 la volta fu affrescata da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio. Col passare dei secoli quegli affreschi si deperirono e iniziò a staccarsene delle parti. Col grande restauro compiuto nel XIX secolo dall'architetto Giuseppe Sacconi la cupola fu nuovamente dipinta dal senese Cesare Maccari, che tra il 1895 e il 1907 con la Storia del Dogma dell'Immacolata e delle Litanie Lauretane.

Santa Casa di NazaretLa Santa Casa

All'interno della Basilica, sotto la cupola, è custodita la Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione.
La Casa della Madonna era formata da tre pareti addossate ad una grotta scavata nella roccia, oggi nella Basilica dell'Annunciazione a Nazaret. La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 la Santa Casa di Nazaret venne trasportata in volo dagli angeli.

Il Rivestimento marmoreo
La riveste interamente un mirabile e pregevole rivestimento marmoreo disegnato da Donato Bramante nel 1509 per volere di Papa Giulio II, e realizzato solo a partire da una decina d'anni dopo. Concepito come un prezioso reliquiario, venne affidato daPapa Leone X ad Andrea Sansovino, che vi lavorò nelle sculture dal il 1513 al 1527 e a cui successero Raniero Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane. L'opera si compone di un basamento con ornamentazioni geometriche e da un alzato ritmato da nicchie e ricche colonne corinzie scanalate reggenti un cornicione aggettante e la balaustra aggiunta da Antonio da Sangallo nel 1533-34. Gli spazi sono riempiti da sontuosi rilievi volti a celebrare le "Glorie della Vita terrena della Madonna", fra cui quello dell'Annunciazione che funge da pala d'altare, posto al di sopra della "Finestra dell'Angelo" ed eseguito dal Sansovino, è ritenuto il capolavoro dell'insieme decorativo. Ai due ordini i nicchie corrispondono altrettanti cicli di sculture: nella serie inferiore sono le statue dei Profeti e in quella superiore quelle delle sibille, molte di quest'ultime aggiunte dallo scultore Giovan Battista Della Porta. Il rivestimento marmoreo è l'elemento più spettacolare del Santuario e uno dei maggiori capolavori della scultura cinquecentesca, ma per completarne i suoi 610 metri quadrati di sculture ci vollero ben settant’anni. Peculiari sono i due solchi paralleli che si trovano sugli scalini della base, causati dai pellegrini che, per secoli, hanno percorso in ginocchio il perimetro del rivestimento.

 

Loreto - La Madonna NeraLa Madonna Nera

La Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana, è la statua venerata nella Santa Casa. Si tratta di una Madonna Nera: la sua particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche, dovuto spesso al fumo delle lampade ad olio e delle candele. In alcuni casi sono rappresentate nere a ipirazione del Cantico dei cantici dove si dice: “Bruna sono, ma bella” e più avanti, rivolgendosi alle amiche: “Non state a guardare che sono bruna perché mi ha abbronzata il sole” (1, 5-6). Ed il Sole è figura di Dio. La statua originaria, risalente al XIV secolo, fu trafugata dalle truppe napoleoniche nel 1797, e poi restituita col Trattato di Tolentino e finita a Roma. Durante il periodo di esilio il culto della Vergine Lauretana nella Santa Casa di Loreto fu affidato al simulacro in legno di pioppo (identico all'originale) oggi conservato a Cannara (PG) e che attualmente rimane l'unico esemplare del periodo napoleonico, dopo l'incendio della statua originale del 1921, ad essere stato venerato nella Santa Casa[3]. La statua originale ritornò nel Santuario con un viaggio da "Madonna pellegrina" di otto giorni, dove giunse a Loreto il 9 dicembre 1801. Nel 1921 divampò un furioso incendio all'interno del Sacello che incenerì la scultura. Venne subito rifatta per volere di Papa Pio XI utilizzando il legno di un cedro del Libano proveniente dai Giardini Vaticani. Fu modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani. Nel 1922 il papa la incoronò nella Basilica di San Pietro in Vaticano e la fece trasportare solennemente a Loreto. Fin dal secolo XVI la statua è rivestita di un caratteristico manto ingioiellato detto Dalmatica. Il culto della Madonna Nera di Loreto è replicato in molti altri santuari in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

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Fonte: Wikipedia

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Gennaio 2014 23:35
 
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Chi ha la rogna da grattare e la moglie da guardare non gli manca mai da fare.

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