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Il Porto di Ancona - Primo porto italiano per traffico internazionale di veicoli e passeggeri

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Provincia di Ancona - *Comune di Ancona

Ancona - Il Porto

Il porto di Ancona è il primo porto italiano per traffico internazionale di veicoli e passeggeri, con oltre 1,5 milioni di passeggeri e 200.000 TIR ogni anno, e uno dei primi dell'Adriatico per le merci; per ciò che riguarda la pesca, i mercati ittici di Ancona sono nel loro insieme al secondo posto nell'Adriatico e al sesto posto in ambito nazionale

Dori, che nel 387 a.C. fondarono la città di Ancona, si fermarono in questo luogo per le possibilità che il porto naturale offriva. La costa infatti forma un gomito, da cui il nome Ancona (Ankon, in lingua greca gomito), che offre un riparo naturale
dal mare. Ma già nel III secolo a.C. il golfo era usato dai Piceni per gli scambi commerciali con i Greci.
Nel periodo romano il porto fu notevolmente ampliato, soprattutto dall'imperatore Traiano; in suo onore il senato e il popolo romano fecero costruire nell'area portuale un arco di trionfo.

I Saraceni durante i loro saccheggi alla città avvenuti nel IX secolo distrussero anche il porto. Dall'XI secolo, nel periodo del libero comune e della repubblica marinara fu ricostruito e fortificato in modo considerevole.
Fra il XIII ed il XIV secolo Ancona e Ragusa, alleate tra loro, divennero i secondi porti più importanti dell'Adriatico, secondi solo a Venezia. Nei secoli successivi, con la scoperta dell'America e lo spostamento dei traffici dalMediterraneo all'Atlantico, il porto subì un drastico declino fino a che Clemente XII non concesse il porto franco e finanzia la costruzione del lazzaretto.
Con l'arrivo delle due guerre mondiali Ancona e l'area portuale subirono gravissimi danni a causa dei bombardamenti. Negli anni successivi si provvedette alla ricostruzione.

Oggi il porto ha raggiunto primo posto in Italia per il numero di vetture imbarcate e per il numero di passeggeri[6] (soprattutto per coloro che utilizzano i traghetti diretti nei paesi dell'Europa orientale); per le merci in contenitore è tra i primi sei dell'Adriatico, compresi quelli non italiani[7]; per la pesca è tra i primi porti d'Italia.


 

TURISMO

Nel porto transitano oltre 1.500.000 di passeggeri annui. Da Ancona partono infatti traghetti per:
- Durazzo tramite Adria Ferries
- Spalato tramite Blueline, Jadrolinija e SNAV
- Stari Grad tramite Blueline(Jadrolinija)
- Zara tramite Jadrolinija
- Gomenizza tramite Anek Lines, Minoan Lines e Superfast Ferries
- Patrasso tramite Anek Lines, Minoan Lines e Superfast Ferries
- Antivari tramite Montenegro lines
La maggior parte delle persone usa lo scalo dorico come passaggio per raggiungere la propria destinazione e non si ferma in città, come è normale in tutti i porti di imbarco per destinazioni turistiche (ad esempio Livorno o Civitavecchia). Si discute da anni sul modo di proporre all'ingente numero di turisti in transito una sosta dedicata alla conoscenza delle attrattive cittadine, senza che ancora si sia approdato a niente di considerevole.
Dall'estate 2005 anche alcune crociere fanno scalo nel porto di Ancona. Il traffico crocieristico ha portato, nel 2009, 75.445 passeggeri; mentre nel 2010 sono stati 135.858, +80 % rispetto l'anno precedente.


PESCA

Il porto di Ancona offre 3 scali di alaggio, un pontile, un magazzino per le forniture ai pescherecci, 3 gru per il sollevamento delle imbarcazioni, 4 carrelli elevatori per lo sbarco del pescato, 3 officine meccaniche, distributori di benzina e di gasolio, 2 impianti per la fornitura di ghiaccio con produzione giornaliera di 200 quintali ed un congelatore per la conservazione del pesce. L'approvvigionamento idrico avviene per mezzo di 5 colonnine erogatrici.

 

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

Fonte Wikipedia

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Marzo 2015 05:29
 
Marche - Saggezza Popolare
02) Speramo de 'rvedecce prestu e se no doessimo 'rvedecce, speramo che la corba sia de la luce.
Speriamo di rivederci presto e se non dovessimo rivederci speriamo che la colpa sia della luce.

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