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Cingoli - Donatello Stefanucci e le Giornate del FAI

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Provincia di Macerata - Cingoli
Scritto da Maria Luisa Giannobi   


Nonna Pia Romanelli

FAI

Il 24-25 marzo 2012 si sono svolte le giornate primaverili del FAI a Cingoli, Fondo Ambiente Italiano, fondazione privata senza scopo di lucro che riceve per donazione, eredità o comodato beni di valore storico, artistico e naturalistico, li restaura e li apre al pubblico.
Il FAI è l’Associazione Culturale che da anni si interessa di far conoscere alla popolazione, tesori d’arte, spesso sconosciuti e che, come la Soprintendenza, ha a cuore la conservazione dei beni del patrimonio artistico e culturale, di cui l’Italia è particolarmente ricca.

Nelle Marche, in particolare nella Provincia di Macerata, hanno riguardato le città di Recanati e di Cingoli.

Questi sono stati i beni aperti a Cingoli:

  • Antiquarium di Villa Ferrarese della Rovere, dove si trova la villa della famiglia, da cui il nome, sorta sui resti della antica abbazia di San Vittore in Silva Longa e che risale al 1068. Nel X111 sec., l’abbazia mutò il nome in San Vittore in Arcione. Nel 600, il castello risultava disabitato e cadente, per cui nel 700, i suoi beni passarono al demanio, venduti poi ed acquistati dalla famiglia Foligno e poi Ferrarese della Rovere. I materiali antichi rinvenuti, furono poi raccolti e conservati in ambiente privato, destinato a diventare “Antiquarium”
  • La chiesa di San Filippo Neri, già Santa Maria della Pieve, romanica all’esterno, risale al XIII secolo. Nel 1664, la chiesa passò ai Filippini che ne modificarono radicalmente l’interno in stile barocco. Conserva tele del Cignani, del Colandrucci e del Fanelli.
  • La chiesa di San Domenico di cui si hanno notizie dal 1325, fu modificata nel XVI secolo e fu allora che venne collocata sull’altar maggiore la pala di Lorenzo Lotto “Madonna del Rosario e Santi”, recentemente esposta alle scuderie vaticane di Roma e tuttora conservata al suo posto.
  • Altro importante sito aperto è stato il palazzo Cima della Scala, risultato dalla fusione di più abitazioni, ridisegnato per volere dei fratelli Cima nella prima metà del XIII secolo. Il Palazzo, a lungo in stato di abbandono, conserva in una sala decorazioni pittoriche del seicento, in altre conserva affreschi del pittore Corradi (1781-1852) risalenti alla metà del seicento e raffigurano soggetti in prevalenza mitologici.
    Il Palazzo ospita frequentemente mostre d’arte e per ora vi ha sede la Direzione dell’Istituto Alberghiero di Cingoli.
  • Sala della musicaPalazzo Castiglioni
    In questo Palazzo nacque nel 1761 Francesco Saverio Castiglioni divenuto Pontefice nel 1829 col nome di Pio VIII. Il suo Pontificato fu di breve durata.
    L’edificio risulta dalla fusione di due precedenti dimore nobiliari di Luzio Bernardi, acquistato poi da Giulio Cesare Castiglioni nel 1639 e dal Giuliani, ammessa più tardi alla prima.
    Nel Palazzo si apre una importante sala detta “della musica”con soffitto a nove cupole affrescate, le nove cupole hanno la funzione di rendere particolare l’acustica e questa particolarità la rende unica nelle Marche,
  • Museo Archeologico Statale
    Nel Museo si conservano reperti del territorio cingolano dal Paleolitico inferiore fino all’età romana, quando l’insediamento divenne “municipium”. Vi sono custoditi reperti risalenti alla media età del bronzo.
  • Pinacoteca Donatello Stefanucci
    La Pinacoteca, tra i numerosi, interessanti dipinti e sculture, ospita i dipinti dell’artista pittore Donatello Srefanucci ed alcuni gessi appartenenti al di lui padre Federico.
    In una stanza è stato ricostruito lo studio dell’architetto Cesare Emidio Bernardi, nato da famiglia di origine cingolana e vissuto per lungo tempo a Roma.Alcuni quadri di Donatello

Vale la pena ricordare il palazzo Castiglioni Piermattei, denominato casa Catiglioni in occasione del Fai, perché aperto per la prima volta al pubblico, residenza privata dei discendenti dalla famiglia Catiglioni Piermattei Romanelli. Ospita in una stanza lo studio dell’artista Donatello Stefanucci che ivi dimorò per diversi anni, ricordato a proposito della Pinacoteca Comunale.
La bifora di DonatelloDonatello, importante pittore dell’arte moderna, giovanissimo, ha completato gli studi all’Accademia di Belle Arti sotto la guida dei maestri C. Tallone e A. Tavernier. Nel 1925 ha partecipato alla terza biennale d’arte romana con pittori quali Carrà, De Chirico, Marinetti, Dottori.
Sono di Donatello le tele raffiguranti Gesù, poste ai lati dell’altar maggiore del Duomo di Cingoli e il catino absidale affrescato sopra l’altar maggiore, la cui foto dimostra che il pittore ha abbozzato il dipinto nello studio del palazzo Castiglioni Piermattei.
Ha preso parte a numerose esposizioni di rilievo. Dopo la seconda guerra mondiale si è trasferito a Fano affiancando all’attività pittorica quella didattica e culturale, come insegnante prima, poi come Preside del locale Istituto d’Arte.
Particolarmente suggestivo il gioco di ombre e luci che caratterizza le sue tele e che sono ancorate allo stile impressionistico nelle sue raffigurazioni, in particolare nei paesaggi dipinti.

Scialli di Donatello

 

I numerosissimi visitatori hanno avuto la notevole collaborazione delle scuole di vario ordine e grado, con il contributo di piacevolissimi studenti, molto ben preparati, che all’occasione si sono trasformati in bravissimi ciceroni.
Un grazie dunque per questo magnifico evento al FAI, all’Amministrazione Comunale, alle scuole, a tutti coloro che hanno reso possibile l’esposizione di questi tesori d’arte con l’apertura dei siti scelti.

Ancora un grazie per le notizie storico artistiche ai coniugi Appignanesi, al dr. Luca Pernici, alla prof.ssa Simonetta Bernardi, al prof. Gabriele Barucca della soprintendenza delle belle arti di Ancona.

 

 

 


Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Ottobre 2013 22:58
 
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28) Lu SE e lu MA è lu paese de li cojoni!
Il se e il ma sono il paese dei coglioni (inutile fare ipotesi e congetture su ciò che non si può più cambiare).

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