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Quattro passi alla scoperta di Cingoli - Chiesa S. Francesco, S. Filippo, Palazzo Puccetti, Silvestri, Rocchetta etc.

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Provincia di Macerata - Cingoli
Scritto da Piero Alfei   

Due volumi per conoscere a fondo il centro storico
della città di Cingoli, il balcone delle Marche

Alla fine del 2011 è stato presentato il secondo libro scritto da Pier Giuseppe Alfei: “Cingoli, il Balcone delle Marche, centro storico: appunti di toponomastica stradale con note e curiosità”.

Copertina del libro

Il primo volume: “Quattro passi alla scoperta di Cingoli, il Balcone delle Marche: guida alle bellezze architettoniche, storico-artistiche e naturali”, redatto in collaborazione con la Sig.ra Francesca Gozzoli, è un manuale-guida che fornisce un vasto panorama del patrimonio artistico-culturale di Cingoli e che, grazie alla presenza, all’interno, di una mappa del Centro storico, permette di individuare l’esatta ubicazione delle singole strutture e più specificatamente dei beni culturali, opere architettoniche come chiese, cappelle, monasteri, palazzi nobiliari, ecc. ma anche degli stessi musei. Il criterio usato per redarre questa guida è stato quello di “disegnare” un percorso ideale per riuscire a visitare al meglio una buona parte del Centro storico in senso circolare,  evitando il più possibile di dover ritornare sui propri passi.

Alcune chicche di questo percorso:Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco, ormai chiusa al pubblico da molti anni, Era ed è uno dei più ampi edifici sacri di Cingoli e come tale fu utilizzato dal Comune per le affollate prediche quaresimali, particolarmente nella seconda metà del sec. XVI. La si trova già eretta nel 1225 e fu spesso sede di capitoli provinciali dei frati conventuali, soprattutto negli anni 1502 e 1588. Fu interamente ricostruita, all’interno, al pari del convento annesso (attuali bar e albergo “Balcone delle Marche”) alla fine del sec. XVIII, giacché risulta di recente costruzione nell’elenco delle chiese censite in età napoleonica, dal Dipartimento del Musone, ai fini della soppressione. Rimase aperta al culto anche dopo la secolarizzazione del convento e, anzi, fu completata con una nuova facciata neoclassica intorno al 1840.

Interno chiesa di San FilippoChiesa di San Filippo, La chiesa filippina di Cingoli sorge sul sedime di quella antichissima di Santa Maria della Pieve, già Cattedrale della città nel VI secolo e quindi chiesa matrice sino al XVII secolo.  Nel 1267 si tramanda vi fosse ordinato sacerdote Nicola da Tolentino e che, nel 1466, vi predicasse San Giacomo della Marca.
Nel 1461 il vescovo Gaspare Zacchi la dichiarava prepositura e collegiata. Nel 1664 i canonici la affidarono ai padri dell’oratorio, che cercavano in quel periodo un luogo a Cingoli per stabilirvi la loro comunità. Fondatore della congregazione dell’oratorio fu San Filippo Neri, figura eminente della controriforma cattolica, nato a Firenze nel 1515,  morto a Roma nel 1590 e canonizzato nel 1622 da Gregorio XV.
La loro Congregazione venne eretta nel 1671, quindi – grazie al lascito dell’arciprete Angelo Gentiloni – furono in grado di ampliare il primitivo tempio, mantenendo l’involucro medievale esterno col portale romanico e modificandone completamente l’interno dalle fondamenta. La ristrutturazione iniziò nel 1685 su disegno del noto architetto romano Giambattista Contini. Il 19 settembre 1694, il cardinale Opizio Pallavicini consacrò la chiesa sotto il nuovo titolo di San Filippo Neri.

Palazzo Puccetti, Il portale è inquadrato dall’ordine dove, però, alle colonne o paraste sono sostituite due erme poggianti su basi. Le due figure barbute sorreggono un capitello  stilizzato al di sopra del quale c’è una grande mensola rastremata che riprende le linee del corpo dell’erma anch’esso scanalato e rastremato verso il basso. Queste mensole sorreggono l’architrave nel quale campeggia il concio di chiave dell’arco leggermente sceso e figurato con una maschera. Un timpano spezzato con ampie volute corona il portale e sorregge un’insegna con il monogramma cristologico.

Palazzo Puccetti

Interno Palazzo SilvestriPalazzo Silvestri, dell’originario impianto cinquecentesco rimangono parte del prospetto e un portone rinascimentale con l’architrave stemmato sul quale corre l’iscrizione MORTALIBVS NIHIL ARDVVM EST (“Niente è arduo per i mortali”).
Si raggiunge questo portone oltrepassando il grande arco che si apre sul prospetto, e che immette nella corte, protetta in parte da una monumentale loggia. Al primo portone ne è contrapposto un altro che dà accesso all’ala destra del palazzo. L’ala sinistra prospiciente la corte ha conservato integra la sua facciata seicentesca con le mostre in pietra del primo ordine di finestre, ciascuna delle quali ostenta un piccolo scorpione, emblema araldico dei Silvestri, al centro dei timpani spezzati. All’interno rimangono alcune sale riccamente decorate a testimonianza del fasto di una delle più importanti famiglie cingolane.

 

Secondo libro di AlfeiNel secondo libro Alfei riprende il tema dell’ “esplorazione” della sua città attraverso la toponomastica stradale del centro storico.
Egli  guida la nostra attenzione consentendo di scoprire testimonianze particolari e significative (iscrizioni, pietre scolpite, portali, palazzi) e tante curiosità delle nostre vie cittadine. Alcune sono impensate, altre, benché sotto gli occhi di tutti da sempre, non valutate o dimenticate o passate inosservate.
Partendo dalle denominazioni delle vie egli  fa conoscere i personaggi e i fatti che hanno ispirato le intitolazioni attuali, torna a quelle del passato per non farle dimenticare, per raccontare come è cambiata Cingoli e per essere da monito alle generazioni future affinché non dimentichino la nostra storia, la tutelino e curino il nostro patrimonio artistico per tramandarlo a loro volta.
Quella di Alfei è una toponomastica viva, eloquente e suggestiva che incuriosisce.

 

 

Alcune curiosità presenti nel volume:

Via Roma, il primo cinematografo a Cingoli
“Nel 1910 si provvide all’istallamento del primo cinema muto in un salone a piano terra nello stabile di via Roma di cui oggi sono proprietari i fratelli Rango”. Venne gestito dai soci Raimondi Vittorio e Stramazzotti Ruggero. La macchina funzionava per mezzo di una novella.

 

 

 

Palazzo Rocchetta, all’esterno dell’abitazione si notano delle bifore medievali: la colonnina centrale della bifora collocata a destra di chi guarda, ha scolpita, a bassorilievo, una torre sormontata da una torricella, simbolo che si trova nello stemma della famiglia; l’altra, collocata a sinistra, mostra decorazioni floreali.

Facciata Palazzo Rocchetta Colonna della bifora

La via della seta
“A Cingoli risale addirittura alla fine del Quattrocento un accordo comunale che prevedeva che il fiorentino Giovanni di Nicola da Modigliana installasse in paese un impianto industriale per la trattura della seta, completo di maestranze e macchinari”

 

La torre fantasma
In una foto d’epoca è visibile una torre nel luogo dell’attuale villa Bruschetti, visibile anche nella foto aerea del 1940 circa.
Era costruita su un bastione delle mura a quale scopo?
Distrutta da un bombardamento tedesco durante la seconda guerra mondiale?

Cingoli - Foto aerea del 1940

La via dell’amore
All’inizio di questa via ancora esiste il cosiddetto “Ponte de u ciausculu” e poco dopo, sulla sinistra, un’ edicola con la scritta “figlio non peccar più” che era, probabilmente, un monito ai giovani per le “attività amorose” svolte in quella via poco illuminata.

Edicola del

 La PolisenaLa zona più antica: la Polisena
Questa via è una delle più antiche e più caratteristiche della città, con vicoli scoscesi affiancati da case unifamiliari di epoca medievale. La fonte della Polisena, che si incontra a metà via, è già citata in documenti del 1520.

 


Passaggio sotterraneoIl passaggio sotterraneo
Nella cantina di un immobile che si affaccia sul cortile “Silvestri”, si può ancora vedere un cunicolo che si dirige verso la chiesa di Santa Lucia. E a proposito di detta chiesa si riporta il seguente brano:
“Nel 1783 vi erano dieci altari, tra i quali uno intitolato a santa Lucia, di giuspatronato del marchese Federico Silvestri, al quale era stato concesso, nel 1663, “un passaggio sotterraneo dal suo palazzo al convento per l’orto, a motivo di venire in chiesa con suo maggior comodo”.
Il passaggio in questione sarà questo? O invece  questa è una condotta di acqua che collegava i vari pozzi esistenti nella zona?

 

Ma in questo secondo libro ci sono anche degli interrogativi ai quali è auspicabile  dare delle risposte; il principale: la presenza dei Cavalieri Templari a Cingoli. L’autore crede di ricavare dei segni dall’analisi degli ultimi studi su questo Ordine.
Il primo:
“Il Concilio di Pisa nel 1135 sancì il calendario liturgico dei Templari con le feste e i digiuni da osservare, da cui emerge la particolare venerazione per la Madonna, la Maddalena, gli Apostoli e gli Evangelisti con l’aggiunta di alcuni santi locali: per le Marche San Paterniano, per l’Umbria San Bevignate, ecc.”
La chiesa di San Paterniano è stata eretta a Cingoli nel 1204 !
Il secondo:
“tra le feste solenni del calendario liturgico si segnala quella di S.Croce il 3 maggio”
La festa di Santa Croce il 3 maggio, da sempre, è la festa di Civitello, frazione di Cingoli in cui era situato il castello dei Conti di Civitella intorno al 1200!
Il terzo:
“Ci furono i primi insediamenti in Italia e anche nelle Marche che era la regione attraversata dai pellegrini che andavano a Roma e verso i porti pugliesi.
Gli spostamenti erano: nord-sud, est-ovest e  verso il porto di Ancona.”
Le valli dell’Esino e del Musone attraversano le Marche da est a ovest verso il porto di Ancona e verso Roma!
Il quarto:
Il Papa, sotto scacco di Filippo il Bello, decise di sopprimere l’Ordine d’autorità con una bolla in data 22 marzo 1312 e il 2 maggio, con un’altra bolla, i beni dei Templari vennero destinati agli Ospitalieri.”
L’ospedale di Sant’Antonio Abate,con il simbolo del Tau, a due passi dal vicolo di Sant’Andrea (uno degli apostoli) e, forse, dalla chiesa dedicata a detto santo!
E poi, un ultimo segnale, il nome Spineto (il più vecchio quartiere di Cingoli) o Spineta usato più volte nelle zone di edificazione di centri o chiese dell’Ordine dei Cavalieri Templari.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Gennaio 2014 06:49
 
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