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Comune di Cingoli Macerata - Il Balcone delle Marche

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Provincia di Macerata - Cingoli

Cingoli, veduta dall'orologioCingoli, il Balcone delle Marche.

Il Comune di Cingoli.

Tratto dal periodico Giracittà N° 10, estate 2005, edito dalla ediga.it , Cingoli/Jesi.

Adagiata sulla sommità del monte “Cingulum” o “Circe” a m. 631 s.l.m., per la sua posizione panoramica sul territorio marchigiano è denominata fin dai tempi antichi il “Balcone delle Marche”.
Da una vasta terrazza panoramica, sulle mura castellane di origine medioevale, è infatti possibile godere la vista di gran parte de territorio marchigiano, con la cornice naturale, all’orizzonte, del mare Adriatico e del Monte Conero. Nei giorni in cui l’atmosfera è particolarmente limpida, è possibile scorgere in lontananza i monti del gruppo dei Sibillini, della Maiella e le coste della Dalmazia.

Cingoli, veduta dal Balcone delle Marche

Da una vasta terrazza panoramica, sulle mura castellane di origine medioevale, è possibile godere la vista di gran parte del territorio marchigiano.

Il clima, rigido e nevoso nel periodo invernale, si presenta asciutto e fresco con una leggera brezza durante la stagione estiva, favorendo un notevole afflusso turistico. La storia di Cingoli è molto antica: già dall’epoca romana infatti il suo ruolo nell’ambito territoriale fu di grande importanza e questo è testimoniato dai reperti d’epoca romana che sono conservati nel Museo Statale insieme a reperti dell’epoca preistorica e piceni. Inoltre, anche solo passeggiando per le vie suggestive e per i quartieri antichi del centro, ancora cinto da mura, o visitando la pinacoteca Comunale, si possono ammirare monumenti, palazzi, chiese e opere d’arte che testimoniano la posizione di rilievo e di prestigio che Cingoli ha avuto dal medioevo fino al ‘700.

Il suo territorio è particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico con circa 4.500 ettari di macchia e boschi che offrono la possibilità di suggestive escursioni, a piedi o in mountain bike. Lungo i numerosi sentieri naturalistici, si ha una varietà incredibile di vedute panoramiche e una ricchezza di flora e fauna uniche per la nostra zona.

Cingoli, veduta dai TrentavisiDi notevole interesse turistico è il Lago di Cingoli o di Castreccioni, il più grande bacino artificiale delle Marche e dell’Italia centrale; un’oasi di tranquillità immersa in uno spettacolo paesaggistico straordinario. Grazie quindi alla sua storia, alla sua posizione e al suo clima, Cingoli ha potuto sviluppare il turismo che rappresenta oggi una voce importante nell’economia cingolana.

Il Lago di Cingoli

Il comune ha una superficie di 148 Kmq ed una popolazione di oltre 10.500 abitanti. La Città, pur se decentrata nella sua posizione alto collinare, è facilmente raggiungibile dai principali centri del fondo valle e della costa, così come da quelli dell’interno percorrendo, la SS 502 e la Provinciale Cingolana.

Personaggi illustri
Tito Labieno: (Cingoli 100 a.C. circa – Munda 45 a.C.) fu tribuno della plebe nel 63 a.C. e poi luogotenente di Cesare in Gallia. Partecipò alle numerose guerre di conquista contro diverse popolazioni distinguendosi particolarmente contro i Parisi, gli abitanti di Lutetia Parisiorum, l’attuale Parigi. Con le ricchezze accumulate nel corso della sua lunga e fortunata carriera militare, volle contribuire ad abbellire la sua città natale con palazzi ed opere importanti.
Fra’ Bevignate: (Cingoli 1250 circa – Perugina 1305) Benedettino silvestrino fu architetto e forse anche scultore. Studiò a Parigi e lavorò molto in Umbria (Perugina, Gubbio, Orvieto). Nel 1290 lavorò alla fabbrica del Duomo di Orvieto. A Cingoli è a lui attribuita la formella in pietra raffigurante in rilievo San Girolamo in cattedra, posta sopra il portale della chiesa di San Girolamo.
Giacomo da Cingoli: Architetto e scultore fu attivo a Cingoli nella seconda metà del XIII secolo lasciando opere molto interessanti quali il portale della chiesa di Sant’Esuperanzio e quelli delle chiese di San Nicolò e di San Francesco. Lavorò molto anche a Staffolo, in particolare alla costruzione della chiesa di Santa Maria della Costellaretta e alla realizzazione di alcuni portali di alcune chiese.
Benutino Cima: (Cingoli prima metà del XIV secolo – 1400 Roma) Uomo politico e d’armi fu al seguito del cardinale Albornoz. Dopo alterne vicende gli fu riconosciuta dalla Curia Pontificia la signoria di Cingoli, estesa anche ai suoi discendenti. Da Bonifacio IX fu insignito della Rosa d’Oro, una delle onorificenze pontificie più importanti, a testimonianza della sua fedeltà nei confronti della Chiesa. Morì a Roma nel 1400 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria in Ara Colei.

Il palazzo CastiglioniFrancesco Saverio Castiglioni: (Cingoli 1761 – Roma 1830) Papa Pio VIII. Prese i voti nel 1785 e divenne Vescovo di Montalto nel 1800. Si rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al regime napoleonico e per questo fu imprigionato nel 1808. Divenne cardinale nel 1816 e nel 1829 fu eletto papa con il nome di Pio VIII. Il suo pontificato, anche se molto breve, ebbe notevole importanza.
Sant’Esuperanzio Vescovo: Nacque a Cartagine, verso la metà del secolo V e fu educato alla fede cristiana. Raggiunta la maggiore età, cominciò la predicazione del Vangelo e si trasferì a Roma. Qui, a causa delle sue predicazioni contro i cattivi costumi dei giovani, venne perseguitato e poi imprigionato. Fu liberato grazie all’interessamento del Papa Anastasio II che poi lo consacrò vescovo e lo inviò nella sede vescovile di Cingoli. Il suo ministero durò 15 anni durante il quale predicò la dottrina cristiana e convertì molti pagani ed eretici.

Etimologia del nome Cingoli
Il nome Cingoli deriva dal latino “Cingulum” che ha il significato di pianoro e stava ad indicare la parte pianeggiante dove si era formato il nucleo abitativo all’epoca romana. Esso infatti si trovava nell’area dell’attuale Borgo San Lorenzo, in basso e di lato rispetto al colle dove sorgeva l’arce.

Stemma di CingoliLo stemma
Lo stemma attuale presenta, su uno sfondo rosso, tre colli sovrastati da un albero di tasso sostenuto da due cervi. Esso risale alla seconda metà del XV secolo. L’albero sulla cima del colle era inizialmente un pino che fu presto sostituito da un albero di tasso per una maggiore rispondenza con la flora del luogo.

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